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Lago di Garda-Fuerteventura andata e ritorno

Aggiornato il: 7 apr 2020

Intervistiamo Mattia Caprioli, amante del surf dal più profondo del cuore.







"Mi chiamo Mattia, ho 27 anni e sono un amante del surf dal più profondo del cuore". inizia cosi l'intervista con Mattia e prosegue con "per me e per molti altri surfisti non è solo uno sport, è un vero e proprio stile di vita.

Praticarlo mi ha migliorato molto, insegnandomi ad essere paziente e felice per le piccole cose. Surfare ti insegna a rispettare la natura e coesistere pacificamente con essa."


Come il Surf è entrato a far parte della tua vita?

All’età di 12 anni ero un appassionato di beach tennis e desideravo moltissimo un racchettone particolarmente costoso.

Mio padre mi sfidò a provare Wakesurf in un laghetto artificiale.

I termini della sfida erano chiari, se fossi riuscito a rimanere un minuto in piedi dietro la barca, senza l’aiuto del bilancino, mi avrebbe regalato la racchetta tanto desiderata. Nonostante fosse la prima volta, riuscii a surfare per più di 60 secondi".

Sorridendo compiaciuto ci dice " la sensazione fù incredibile. Mi risultò estremamente facile e naturale" Mattia continua con ancora gli occhi emozionati "Mi prese all’istante".

Ed il racchettone ?

Inutile dirvi che il racchettone rimase in garage ad impolverarsi, mentre la passione per il surf cresceva. Il passaggio successivo era quello di rimuovere la barca e salare l'acqua sotto la tavola.


Dove ti hanno trascinato le maree ?

Sono un surfista italiano, Bresciano per di più ,quindi non ho mai avuto le onde vicino. Tenevo controllate le previsioni meteo e ogni volta che c’era mareggiata riempivo la mia vecchia auto di tavole e mute e mi dirigevo a Levanto o Varazze o cambiando costa verso i Lidi Ravennesi.

Le mie vacanze erano sempre votate al surf. Ho esplorato on the road diverse volte la Francia prevalentemente nella zona di Hossegor-Biarritz e il Portogallo partendo dal nord in direzione sud fino all’Algarve. Da Espinho a Sagres; non mi sono lasciato scappare l’occasione di campeggiare a Somo e Santander. Non per ultimi aggiungiamo anche Srilanka e Marocco.


Van life surf
Van life

Raccontaci delle isole Canarie?

Negli Ultimi quattro anni ho vissuto a Fuerteventura per completare il brevetto d' istruttore e per cimentarmi quotidianamente in questa attività ed affinare la mia tecnica e crearmi uno stile tutto mio.

Le Canarie sono state le isole che mi hanno permesso di abituarmi maggiormente all’oceano dandomi costanza e qualità. Fuerteventura è stata indubbiamente il mio paradiso surfistico ma non mi sono fermato lì definitivamente. Ho cercato e trovato onde a Tenerife, La Palma, La Gomera, Lobos, Lanzarote e La Graciosa; mai solo, sempre in compagnia dei miei 2 splendidi cani, Sam, un pastore tedesco che mi segue dall' Italia e Dora, un podenco (razza autoctona Canaria) che ho adottato durante il mio viaggio.


Pastore tedesco e podenco Canarie
Sam e Dora

Ogni surfista ha il suo ricordo speciale , quale è il tuo ?

Qualche anno fa ero a La palma con la mia compagna ed i miei cani, decisi di inoltrarmi in uno spot desolato ai piedi di una montagna davvero difficile da raggiungere, mentre ero in acqua completamente solo, assorto nei miei pensieri, vidi delle bolle d’aria salire in superficie ed esplodermi a pochi centimetri di distanza.

Ero immobilizzato dalla paura, non riuscivo a capire quello che stava succedendo. Il mio corpo non rispondeva, rimasi lì a vedere cosa il futuro avesse in serbo per me, pensando ovviamente al peggio 🦈. Ero spaventato ed affascinato al tempo stesso. Da lì a poco un gruppo di tartarughe affiorò in superficie, scoppiai a ridere dalla gioia, pochi secondi prima pensavo di essere spacciato ed invece l’oceano mi aveva regalato un’esperienza unica ed incredibile.

Non erano per niente intimorite dalla mia presenza e alternandosi spuntavano dall' acqua con la loro lucente testa, mi fecero compagnia per più di un’ora. Fantastiche.



A chi consiglieresti di fare surf ?

A chiunque voglia mettersi in gioco, a chiunque voglia capire se stesso e i propri limiti. Le parole non possono descrivere quanto può essere bello essere in acqua con il solo ausilio di una tavola. Se non credete a me chiedetelo ad ogni surfista...non troverete risposta diversa 😁.


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